24 gennaio 2007

L'Insulo de Rozoj...storia di una fiaba di costume fine anni 60

"Non è permesso l'uso di scritti ed immagini presi da questo blog senza la mia preventiva autorizzazione scritta e firmata in originale."










Nelle mie varie passeggiate "notturne" nell’etere, l’altra sera mi sono imbattuta in un sito di appassionati di filatelia tra cui vi è un signore appassionato della storia dell’Isola delle Rose….l’isola delle Roseeeeeeeeeeeeeeeee? Che storia,e pensare che ne ho sentito parlare così tanto da bambina che ero convinta che la sapessero tutti gli italiani.

Mio padre ha partecipato alla demolizione dell’Isola…io ricordo solo grande amarezza per uello che sentivo dire…perché distruggere un’isola con un nome così bello mi chiedevo da bambina?Non l'ho mai vista l'Isola tranne che nelle sue macerie, ma la immaginavo piena zeppa di cespugli di rose la perfetta patria di Rosaspina alias "La bella addormentata"...a onor del vero non c'era nemmeno l'ombra di una rosa,ma io ho sempre avuto fervida fantasia nello scorgere le rose...anche se poi trovavo molte spine ma per fortuna ho sempre avuto la pinzetta "giusta"...ma uesta è un'altra storia... …io ricordo solo grande amarezza...non riuscivo a capire"perchè"…. a pensarci ora mi rendo conto che il "perchè" mi ha accompagnata per tutta la vita ...l'incomprensione della fine delle cose belle.... sinceramente non l'ho mai capita...

C’era una volta
Un Re senza regno, il Re Rosa…era un Re che cercava una sovranità senza imporsi su niente e su nessuno ma solo ed esclusivamente per autodeterminarsi e poter vivere in un territorio libero le cui leggi non dovevano essere dettate da nessuna costituzione se non dalla propria libertà d’esprimersi attraverso la simbologia del suo stendardo:Tre rose,una lingua propria: l’Esperanto, lingua di nessuno e quindi lingua per tutti,un inno nazionale,un ufficio postale con timbro di annullo,un presidente con un consiglio dei ministri e cinue dipartimenti e semmai ci fosse riuscito anche di coniare moneta propria "mills"….era il suo sogno….nell’attesa si accontentò di far stampare i francobolli con il nome e l'immagine del suo nuovo regno.

L'isola nacue al largo delle acue territoriali ma nella giurisdizione del regno della Terra-ferma,(sorgeva a 12 km dalla costa con coordinate geografiche;latitudine nord 44° 10' 48" e longitudine est 12° 36" 00") il Re Rosa cominciò a trivellare il fondale marino per vedere se poteva porre le basi del suo regno, 9 palafitte dell'altezza di 36 mt conficcate in 12 mt nel fondale marino,12 mt in acua e 12 mt in superfice e il Re degli abissi marini Nettuno dette il permesso... le basi si conficcarono saldamente,poste le basi pensò di porre una piattaforma per essere certo che i suoi sudditi potessero viverci stabilmente e anche uesta rimase ferma…..il regno stava nascendo….da lì a poco vennero costruiti anche i locali e cominciarono ad arrivare richieste non solo dal regno della Terra ferma dirimpettaia ma anche da altri Stati esteri…al Re Rosa non sembrava vero…e in effetti non lo era…ma ancora non lo sapeva…e con i suoi sudditi continuava a sognare.

La nascita del nuovo regno suscitò la curiosità dei sudditi del Regno sulla Terra- ferma, fu così che cominciò un grande via-vai di barche ….tutti volevano vedere il nuovo regno in mezzo al mare.In uesto via-vai il Re Rosa continuava i lavori dell'isola,con una trivella di 15 mt scavava per vedere se ci fosse petrolio e la sorpresa fu la scoperta del bene più prezioso....acua dolce.

Il Regno della Terra-ferma era felice di poter vantare una vicinanza con l'isola....ma non tutte le fiabe hanno un lieto fine....il Sovrano della Terra-ferma venuto a conoscenza del nuovo Regno andò su tutte le furie e nel giro di pochissimi giorni l'Isola fu sottoposta a un blocco militare dei più stretti....la trivella di 15 mt aveva fatto credere che stessero creando un'antenna radio indipendente e uesto avrebbe implicato la partecipazione di altri paesi,temevano la concorrenza televisa,emissari di altre terre andarono a proporre finanziamenti che furono ricusati perchè la nuova terra dell'Isola delle Rose era nata da un'unico desiderio:vivere affrancati da certi vincoli di sovranità per evitare i dazi doganali.... c'era il desiderio di una vita più "nature" per chi desiderava ambire a una solitudine il meno possibile condizionata...e il Re Rosa era un'anima sorridente ,un personaggio controcorrente in un mondo di conformisti....anni 60.

Il regno era nato nella fascia contigua in uella zona compresa fra le 6 e le 12 miglia del territorio demaniale che la conferenza di Ginevra consegnava agli Stati con poteri eccezionali e cioè di polizia,doganali,sanitari.... e il Re era consapevole di uesto e avrebbe tollerato i controlli doganali ma non poteva immaginare cosa stava per accadere,l'isola aveva tutte le caratteristiche per essere considerata un nuovo Stato dalle convenzioni internazionali: il territorio,gli abitanti e l'amministrazione... Il Re Rosa aveva dimostrato la possibilità di erigere isole artificiali con un decimo del costo che prima veniva considerato irriducibile per un tal genere di costruzione....era la sua CREAZIONE....perchè temere?

E poi....Il Re stava lavorando dal 1958,uando tentò di affondare i piloni sempre nell'Adriatico e sempre davanti a Rimini ma per vari motivi l'esperimento era fallito........ e nessuno lo aveva mai fermato.
Il regno delle Rose era illuminato mediante gruppo elettrogeno ,la preoccupazione della capitaneria di porto all’epoca,sembra fosse dettata dal timore di un black-out che avrebbe comportato disastri marittimi per assenza di “visibilità”. Ma la verità era che la grande affluenza data dalla curiosità dei sudditi del Regno della Terra ferma potesse far nascere al Re Rosa l’idea di creare una casa di gioco essendo fuori le acue territoriali ....ma uesta era la motivazione che faceva più comodo per giustificare la demolizione dell'isola.
Quando lo Stato della Terra-ferma lesse l'articolo del giornalista riminese Amedeo Montemaggi che parlava di :"Un nuovo Stato indipendente" decise la demolizione dell'Isola.

Il popolo non ha opposto resistenza....disse il Re Rosa.


Per la demolizione dell'isola fu chiesta consulenza al gruppo sommozzatori Teseo Tesei,essendo un fondale accessibile alla pesca la demolizione doveva avvenire con il recupero di tutto il manufatto, a tale scopo gli specialisti in demolizione subacueee del Comsubin studiarono come demolire il Regno delle Rose facendo cadere all’interno i detriti recuperandoli man mano, senza rovinare i fondali....la tecnica studiata fu l'implosione anzichè l'esplosione.

Dopo aver demolito il manufatto in muratura restò la struttura in ferro delle nove colonne con vari raccordi che li univano,tagliati i collegamenti tra colonna e colonna si ebbe la sorpresa di non poter tagliare le colonne di 36 mt in uanto per una forma di costruzione(il Re Rosa era una mente geniale) erano state costruite a “cannocchiale” e con l’esplosione di cento kg si creava solo un’incavatura ma rimaneva lì dov’era stata messa.

Dopo svariati tentativi senza riuscirci,dopo 2 gg tornarono sul posto e le nove colonne si erano “inabissate” a causa delle varie esplosioni ….ci pensò il Re degli abissi marini Nettuno a tirarsele giù....L'Isola delle Rose come Atlantide giace negl'abissi.

L’operazione smantellamento dell’Isola delle Rose durò all’incirca 40 gg ,la città di Rimini mise manifesti a lutto per la scomparsa dell’Isola delle Rose.

C'era una volta l'Isola delle Rose....

E ora non c'è più...non tutte le Fiabe hanno un lieto fine...ma in ognuna di esse vi è un momento unico e irripetibile....e il Re Rosa lo sa bene.....l'entusiasmo e la passione vissuti nella creazione del suo Regno sono stati nettamente superiori al dolore della scomparsa di un Regno diventato Leggenda.

22 commenti:

Anonimo ha detto...

ciao,ho trovato il tuo blog x caso vagando x l'etere....ho letto quasi tutti i tuoi post(sxo nn c siano problemi,so che è pubblico,ma qualcuno potrebbe sentire violata la propria privacy se una tipa qualunque curiosasse nel suo mondo e x di più lasciasse un commento!) e devo dire che sei proprio uno spasso!fortunata tua figlia e tutti coloro che possono contare su di te!alessia

AnnaMaria ha detto...

Grazie Alessia,

mo è che mi devi far commuovere!!

Ti posso chiedere in che città vivi? Sono una gran curiosa...

Anonimo ha detto...

ti lascio indovinare....un pò "provinciale"come capoluogo di regione,un pò povera di alternative alla quotidianità,non c'è il colosseo,non c'è il papa...xò c'è san nicola che mi trova un fidanzato e il mare che vedo da casa mia appena sveglia al mattino ;-)! Alessia

AnnaMaria ha detto...

Sarà che ti fa trovare il fidanzato...mah,ammavidì ci jè vero...ma cara ti costa...la tradizione Barese chiede la sveglia infame...alzarsi alle 3 per andare in chiesa alle 4!!!!!!!!!Meglio soli al caldo che in compagnia a girare se non ricordo male 3 volte intorno all'altare...un dubbio ho sempre avuto...e se non lo vuoi più il fidanzato? Ciafà? devi girare all'ammèrs?

Translation per gli Altoatesini: Al contrario!!!!!

Ma allora abitiamo vicino...bueno :)

alessia ha detto...

rivaluterò la questio san nicolaiana...ciao "vicina"!

alessia ha detto...

ps:xò era romantica l'idea del santo patrono che pensava ad ammogliare le zitelle...

Anonimo ha detto...

Per trovare marito niente meglio di San Pasquale Bailonne, cui cantare il refrain: "San Pasquale Bailonne, protettore delle donne, damme presto nu marito, bello tosto e sapurito" (adattamento ciociaro). Per maggiori info http://it.wikipedia.org/wiki/San_Pasquale_Baylon

Per Alessia, le reliquie di S.Pasky più vicine sono nella Chiesa Parrocchiale di Maria SS. di Costantinopoli di Nocera Superiore. Attendeti pellegrinaggio. Kiss Kiss
Zio TZ

Anonimo ha detto...

Nannare' nun è ke mo ce provi pure tu???
Ke so geloso ci lo sai!

alessia ha detto...

grazie x la premura,ma io almeno x il momento non sono in cerca di marito!!!però oltre al santo nostro terrò a mente anche questo san pasqualino quando mi si porrà il problema della ricerca di un marito"bello,tosto e sapurito"!

AnnaMaria ha detto...

Ciao zio,
com'è che conosci tutte stè preghiere?
Sei devoto? e dì dì per cercare moglie invece a chi ci si rivolge?
Come stai? tornato in America?

fabiov ha detto...

Ciao Annamaria,
la tua visone dell'isola delle Rose è semplicemente bellissima!
Io ho fatto varie ricerche su di essa e quindi posso dire di essere ben informato. Ma tu, oltre a dare notizie inedite, in poche righe fai sentire QUELLO CHE ERA IL VERO SPIRITO di quell'isola: "il sapore delle libertà".
Il nome all'isola "libero territorio dell'isola delle Rose" ed in esperanto "L.T. de la insulo de la Rozoj" in parte dipende dal nome del costruttore (l'ingegner G. Rosa) ma lui stesso ha detto che il nome voleva significare "un'isola di fiori in mezzo al mare."
Ciaooooooooo Fabiov

AnnaMaria ha detto...

Ciao Fabio,
giuro che mi sono commossa,ho provato a spiegarti al telefono che la mia non è commozione "scema" io davvero piango uando c'è ualcosa che "sento" dentro....l'Isola delle Rose è stato un immaginario della mia infanzia,ho passato ore con uelle foto e con i ritagli di giornale....e oggi,avere la possibilità di scrivere una Fiaba su uello che è stato un sogno di un uomo libero come il Re Rosa...mbè,come dire? ho avuto la conferma che i sogni dei bambini si avverano veramente...conosci la metafora: "uando desideri intensamente ualcosa...tutto l'universo si muove per far sì che accada....

E chi ci pensava più all'Isola delle Rose...poi un bel giorno come la Rosa di Gerico....**PLOFF** riappare...E' semplicente INCREDIBILE....

Thanks for ever

fabiov ha detto...

:-))
Ok Annamaria! Sei fortissima!
Ti farò avere notizie ed aggiornamenti.
ciaoooo Fabio V.

Anonimo ha detto...

Il 29 agosto 2006 inizio a scrivere su wikipedia ( http://it.wikipedia.org/wiki/Isola_delle_Rose ) la voce ISOLA DELLE ROSE...
Ho rintracciato e parlato con l'Ing. Giorgio Rosa, che m'ha inondato di documenti... che piano piano sto inserendo nella voce su Wikipedia...
:-)
Poi nei miei giri ho trovato la tua pagina, che "saccheggierò"!!! per rimpinguare la voce, se mi darai il permesso...
Sono a disposizione se vuoi altre notizie

Enzo Delehaye (Napoli)

Vincenzo ha detto...

Cara Annamaria,
vorrei utilizzare le tue foto per ampliare la voce ISOLA DELLE ROSE, che ho creato si Wikipedia (http://it.wikipedia.org/wiki/Isola_delle_Rose), ma per poterlo fare ho bisogno di una tua espressa autorizzazione; me la potresti dare? Grazie

Enzo Delehaye (Napoli)

antonio cilardo ha detto...

bellissima storia...

TuttiCiCopiano ha detto...

ciao Annamaria... sto scrivendo anch'io qualcosa sull'argomento (e ho anche tratto parecchie informazioni da Wikipedia e quindi della scheda di Enzo Delehaye che postato qui...). Le foto che alleghi al tuo articolo sembrano in alcuni casi cartoline d'epoca... o sbaglio? Hai anche foto scattate da tuo padre che lavoro' alla demolizione??
Inoltre un piccolo dubbio: sai se fu rimosso tutto quanto, se e' possibile che ancora oggi ci siano resti sott'acqua? In alcuni dei resoconti che ho trovato pare che tra l'arrivo dei sommozzatori e la mareggiata con l'affondamento passino 15 giorni, non 40 come dici tu... e' possibile che tu ricordi male, oppure hai altre informazioni in merito (per es. dopo la maregiata ci furono altri lavori subacquei?)

ciao e grazie :)

AnnaMaria ha detto...

Ciao "tutticicopiano",

fidati,caposiciliano è ancora vivo e i dettagli sono più che attendibili...40 giorni...così fù.
Sembrano cartoline d'epoca perchè sono vecchie foto,vedessi il filmato che ho dell'implosione dell'isola...mbè...ti verrebbero i brividi. Per un un errore di fermo immagine nell'implosione l'isola rimane intatta.
Ho l'intero reportage del smantellamento dell'isola.

No,non ricordo male,prima di scrivere ho fatto un'intervista a mio padre,che ripeto,da appassionato incursore- disattivatore- artificiere...ricorda todo.

Ciao

Anneliese ha detto...

Che bel blog! anziche` vagare sto indagando nell'etere dalla lontana Vancouver, essendo stata incaricata da parte di un artista locale di scoprire quanto possibile su Rose Island . L’artista sta proponendo un progetto intitolato “L’Isola delle Rose Rivisitata”, un’istallazione multimedia che riunira` componenti quali modello architettonico, video, composizione musicale (un ‘inno nazionale’ in Esperanto composto per il progetto e cantato da un coro di bambini!), testi e materiale archivistico.
Le interessera`, penso, (come interessa a me, pure una romantica) il soggetto del video – sara` una panoramica continua di Miami Islet, un’isoletta rocciosa qui vicino che fu anch’essa ‘spazio contestato’. Degli artisti volevano comprarla, sempre negli anni ’60, per situarci l’istallazione “Island of Broken Glass”. E – indovina un po’.. per via del governo della BC (ma anche degli ambientalisti), non si e` avverata la cosa.
Insomma, la Sua fiaba mi piacerebbe tanto anche se non fossi la corrispondente/ traduttrice per questo progetto. Come tale, in ogni caso, vorrei chiedere se c’e` la possibilita` di avere copia delle foto o degli articoli in riguardo nei giornali dell’epoca (non sono riuscita a trovare un archivio online per “Il Messaggero”). Il formato preferito dall’artista sarebbe ‘high-quality digital scans’ (come cavolo si dice in italiano?) ma se non e` possibile, sarebbe grato anche delle fotocopie.
I miei commenti vanno per le lunghe, lo so, ma vorrei con questo rivolgermi anche al blogger il Sig. Enzo Delehaye, che non saprei come rintracciare altrimenti, per chiedere come mettermi in contatto con l’Ing. Rosa. Sarebbe una gran bella cosa poter avere la sua partecipazione a questo progetto cosi` interessante ed universale!
Allora, La ringrazio di nuovo del suo bel blog, che terro` d’occhio per altri temi e pensieri interessanti, e non vedo l’ora di avere una Sua risposta.

AnnaMaria ha detto...

Buongiorno Anneliese,sono contenta ti sia piaciuto il mio pensiero sull'isola e sono ancora più contenta che dopo tanti anni si parli finalmente del Re Rosa ;-).
Scrivimi su caposiciliano@libero.it così ti passo alcune informazioni sul Regno. Buona giornata.
Annamaria

Anonimo ha detto...

Does anyone know how to contact authorities of the Rose Island?
I would like to apply for passport.

Anonimo ha detto...

Un vero ecomostro. Non è un caso che questo obbrobbrio sia stato concepito da un ingegnere.

Architetto anonimo